ESAMI DIAGNOSTICI DI LABORATORIO
Salus360°
Salus 360° può quindi offrire ai propri Pazienti un ampio ventaglio di scelte nella diagnostica di laboratorio, unitamente alla consulenza specialistica sulla loro interpretazione, garantendo un assoluto livello di riservatezza e privacy.

Sei interessato agli esami diagnostici di laboratorio di Salus360°?
Vuoi prenotare un test?
Chiedi alla nostra segreteria costi ed informazioni dettagliate!
La raccolta del DNA avviene tramite un semplice tampone a secco orale, da strofinare nell’interno guancia del Paziente. Sul tampone vengono raccolte le cellule epiteliali della mucosa orale, da cui verrà estratto il DNA da analizzare.
I tamponi orali sono fabbricati direttamente da Geneticlab (autorizzata come fabbricante di Dispositivi Medici).
I risultati saranno disponibili in 5 – 15 giorni lavorativi, in base alla tipologia di test ed è indicata l’interpretazione del test da parte del Clinico specialista, che potrà comunicare al Paziente tutte le necessarie informazioni durante un’apposita visita.
I test genetici sono svolti da Geneticlab, centro diagnostico di riferimento a livello europeo nel settore della genetica e della biologia molecolare, con oltre 700.000 test genetici eseguiti all’anno.
L’azienda è autorizzata e riconosciuta dalla Società Italiana di Genetica Umana, certificata UNI EN ISO 9001, UNI CEI EN ISO 13485 e opera in conformità alla norma UNI EN ISO 15189.
Salus360° ha sviluppato una partnership con Geneticlab, centro diagnostico di riferimento a livello europeo nel settore della Genetica e della Biologia Molecolare, che si contraddistingue per l’elevato tasso di competenza e per la dotazione strumentale all’avanguardia.
In Italia i servizi odontoiatrici sono al 95% erogati in regime privato ed è quindi sul nostro Odontoiatra di fiducia che ricade la responsabilità di effettuare anche la prevenzione su malattie più diffuse di quello che immaginiamo, come la parodontite (ovvero la malattia dei tessuti di sostegno del dente che può portare alla perdita anche di denti sani, con grave danno funzionale ed estetico e che è più conosciuta con il termine piorrea) e i tumori o neoplasie del cavo orale, che rappresentano un insieme di patologie molto vasto per cui non esistono sistemi efficaci di diagnosi preventiva tradizionale quando le lesioni nel cavo orale non sono visibili.
L’attività di screening genetica diventa quindi fondamentale, non richiede metodi invasivi ed è estremamente semplice.
Salus360° offre ai suoi Pazienti la possibilità di accedere, oltre ai consueti metodi di diagnosi odontoiatrica, a test genetici predittivi sulla predisposizione allo sviluppo di queste patologie che sono pesantemente influenzati dagli stili di vita (ad esempio fumo e alcol) e che quindi possono informare il Paziente sul livello di rischio e indurlo ad impostare un regime di controlli odontoiatrici più frequente ed una modifica del suo stile di vita.
In caso di situazioni di dubbio esplicito o di patologia conclamata esistono una serie di esami confermativi precoci che possono limitare enormemente il danno.
La parodontite (o periodontite) è un’infezione dei tessuti che si trovano attorno al dente, che porta il dente a perdere l’attacco rispetto alla propria sede naturale (alveolo), con conseguente formazione di tasche (tasche parodontali), mobilità dentale, sanguinamento gengivale, fino alla perdita di uno o più denti. Se la paradontite viene diagnosticata e curata in tempo tali manifestazioni cliniche sono reversibile.
Con “carcinoma orale” o “cancro orale” si intende l’insieme delle neoplasie maligne che si originano dai tessuti che rivestono la cavità orale.
Su scala mondiale i tumori del cavo orale insieme a quelli della laringe e della faringe rappresentano il 10% circa di tutte le neoplasie maligne negli uomini e il 4% nelle donne.
In Italia ogni anno vengono diagnosticati circa 4.500 casi di tumori alla bocca e si registrano circa 3.000 decessi. Questo numero supera i casi ed i decessi per carcinoma della cervice uterina.
Il cancro orale è un tumore particolarmente aggressivo che, se non riconosciuto per tempo, costringe a interventi mutilanti che spesso non migliorano la situazione clinica e portano a un peggioramento della qualità della vita.
La parodontite (o periodontite) è un’infezione dei tessuti che si trovano attorno al dente, che porta il dente a perdere l’attacco rispetto alla propria sede naturale (alveolo), con conseguente formazione di tasche (tasche parodontali), mobilità dentale, sanguinamento gengivale, fino alla perdita di uno o più denti. Se la paradontite viene diagnosticata e curata in tempo tali manifestazioni cliniche sono reversibile.
Le placche associate a malattie parodontali sono causate da infezioni causate da patogeni della stessa famiglia dei batteri normalmente presenti nella cavità orale. Anche se sono i batteri la causa delle placche infiammatorie della parodontite, la progressione e le caratteristiche cliniche della malattia sono influenzate da fattori genetici e acquisiti che possono modificare la suscettibilità all’infezione.
La diagnosi ad oggi si affida quasi interamente a sistemi tradizionali che si basano su fattori quali:
1) presenza o assenza di segni clinici di infiammazione;
2) profondità del sondaggio parodontale;
3) estensione e caratteristiche cliniche della perdita di attaccamento osseo;
4) presenza o assenza di segni e sintomi vari, tra cui dolore, ulcerazione e la quantità di placca e tartaro osservabili.
La diagnosi genetica precoce si svolge invece su due livelli:
- Il test genetico predittivo sulle parodontiti permette di valutare la predisposizione genetica (spesso strettamente legata alla familiarità) a sviluppare stati infiammatori cronici grazie all’analisi di due marcatori sul DNA che influenzano la produzione di citochine quali IL-1A, IL-1B. Tali fattori genetici possono predisporre a disturbi parodontali, ma possono anche aggravare patologie già manifeste.
- Il test genetico confermativo sulle parodontiti, si effettua direttamente su una tasca parodontale con un semplice prelievo non invasivo del suo contenuto tramite uno specifico cono di carta assorbente sterile. Oggi è possibile mediante tecniche di biologia molecolare, più affidabili e sensibili rispetto ai sistemi diagnostici tradizionali, ricercare i patogeni che causano le parodontiti quali Actinobacillus actinomycetemcomitans, Prevotella intermedia e Porphyromonas gingivalis. La diagnosi molecolare offre all’odontoiatra uno strumento accurato per identificare i pazienti che sono a rischio di sviluppare o aggravare le parodontiti.
L’OP Test (Oral Prevention Test) permette di effettuare uno screening per identificare lesioni pre-cancerose nella bocca. Si tratta di un test semplice e sicuro che l’Odontoiatra può fare in pochi secondi passando un pratico brush nella cavità orale.
OP Test permette uno screening della cavità orale e dell’orofaringe in soggetti senza apparenti lesioni (o con macchie di aspetto innocente) per identificare la predisposizione genetica o la presenza di lesioni pre-cancerose prima che diventino pericolose.
La prevenzione del carcinoma della cavità orale può essere fatta in maniera semplice e indolore. Una parte del prelievo viene utilizzata per l’esame citologico, mentre un’altra parte del prelievo viene utilizzata per la ricerca di Papillomavirus (HPV).
Mai come in questo caso prevenire è meglio che curare:
- L’attività di screening può abbattere il tasso di mortalità legato a questa patologia e prevenire interventi con conseguenze anche invalidanti.
- Non esistono sistemi efficaci di diagnosi preventiva quando le lesioni nel cavo orale non sono visibili: l’attività di screening diventa quindi fondamentale, non richiede metodi invasivi ed è estremamente semplice.
- Il cancro orale è una patologia che ha un’incidenza elevata e che oggi coinvolge un numero rilevante di persone.
La diagnosi genetica precoce si svolge su due livelli:
- L’OP Test di 1° livello è un test predittivo sulla predisposizione allo sviluppo dei tumori del cavo orale, identifica situazioni potenzialmente pericolose prima che siano clinicamente manifeste e l’eventuale presenza del Papillomavirus (HPV) nelle sole mucose orali. La positività al test non ci dice che certamente svilupperemo una patologia ma che esiste una situazione di rischio maggiore che possiamo ridurre cambiando il nostro stile di vita (ad esempio fumo e alcol) e che è opportuno effettuare dei controlli più frequenti. La negatività al test per contro non ci da la sicurezza che non svilupperemo mai una patologia, ma solo che esiste una minore percentuale di rischio. Viene eseguito un prelievo su base della bocca, gengive, guance, bordo lingua e su eventuali macchie/lesioni (prelievo con brush).
- L’OP Test di 2° livello è un test confermativo che si esegue su aree, macchie o lesioni macroscopicamente visibili, leucoplachie, zone iperemiche, aspetti infiammatori (mughetto, afta) che l’Odontoiatra considera dubbie o potenzialmente a rischio e ci da la certezza sulla necessità di asportare immediatamente chirurgicamente la lesione per impedirne o limitarne l’evoluzione, oppure su quella di tenere semplicemente sotto stretto controllo l’area interessata, cosa che avviene ovviamente anche nel caso dell’asportazione chirurgica, che spesso risolve completamente la situazione, ma che comunque identifica il Paziente come a maggior livello di rischio di recidive anche in aree diverse. Il prelievo viene eseguito su lesioni macroscopicamente visibili ed aree clinicamente sane attorno alle lesioni (prelievo con curette).
La Nutrigenetica è la scienza che aiuta a comprendere come vengono metabolizzate e utilizzate le sostanze che mangiamo tutti i giorni, in base al nostro DNA. Grazie ai test genetici è possibile analizzare i geni che determinano il modo in cui assimiliamo i nutrimenti, permettendo di capire quali si adattano meglio al nostro organismo e ci mantengono in salute.
In base ai risultati genetici è possibile costruire un piano alimentare personalizzato che aiuta a preservare il benessere fisico e a prevenire eventuali disturbi.
I nostri test genetici permettono di scoprire come l’organismo è in grado di metabolizzare e rispondere a specifiche sostanze.
In ambito nutrizionale è possibile determinare quali e quanti sono i nutrienti necessari, sia in termini di quantità minime di vitamine e minerali, sia di quantità massime di sostanze tollerabili da ciascuno (grassi saturi, caffeina, sale, zuccheri, ecc…). I test possono essere inoltre rivolti al benessere di specifiche funzionalità dell’organismo, permettendo di definire un trattamento personalizzato, sia topico che nutraceutico.
Sono disponibili i seguenti test genetici, utili per la personalizzazione del piano alimentare su base genetica:
- Metabolismo dell’omocisteina: Il test analizza il gene che codifica per l’enzima cardine per lo smaltimento dell’omocisteina. Elevati valori di omocisteina sono considerati un fattore di rischio, in quanto in grado di aumentare l’incidenza di malattie cardiovascolari.
- Salute dell’osso: Il test analizza il gene che codifica per il recettore della vitamina D, necessaria per l’assorbimento del calcio e la mineralizzazione dell’osso. Il gene analizzato è responsabile del 70% degli effetti genetici sulla densità ossea, con conseguente aumento del rischio di osteoporosi.
- Intolleranza al lattosio: Il test analizza il gene che codifica per la lattasi, enzima che scinde il lattosio in glucosio e galattosio, permettendone l’assorbimento a livello gastrointestinale. L’incapacità di digerire il lattosio, infatti, è data dalla mancanza totale o parziale dell’enzima lattasi.
- Predisposizione a celiachia: Il test permette di determinare la predisposizione genetica a sviluppare la malattia celiaca, grazie all’analisi degli antigeni HLA DQ2 e HLA DQ8. In caso di predisposizione negativa si riduce moltissimo la possibilità di sviluppare celiachia (meno di 1/200).
- Infiammazione sistemica: Il test analizza i geni che codificano per citochine pro-infiammatorie, coinvolte nella regolazione della risposta infiammatoria. Si analizzano questi geni alla ricerca di mutazioni che influenzano la produzione di citochine, predisponendo a reazioni infiammatorie forti o non necessarie.
- Antiossidanti e radicali liberi: Il test analizza i geni che codificano per un enzima che rappresenta la prima linea di difesa delle cellule contro i radicali liberi, molecole tossiche capaci d’indurre un danno ossidativo e responsabili di alcune condizioni patologiche e dell’invecchiamento della pelle.
- Pressione sanguigna: Il test analizza il gene che codifica per l’enzima convertitore dell’angiotensina. Questo enzima gioca un ruolo chiave nel mantenimento dell’omeostasi cardiovascolare, regolando la vasocostrizione e la vasodilatazione.
- Insulina e glicemia: Il test analizza due geni che riducono la capacità delle cellule beta del pancreas di secernere insulina, con un aumento del rischio di sviluppare diabete di tipo II.
- Obesità e sensibilità ai grassi: Il test analizza tre geni che codificano per enzimi associati alla quantità di massa grassa, al rischio di obesità, alla sensibilità ai grassi saturi, alla capacità di smaltire il grasso con l’attività fisica e al livello di trigliceridi.
Il Test sulle intolleranze può fornire una chiave interpretativa dei sintomi di disagio fisico che si sta vivendo e supporta il medico nella diagnosi e nel follow-up. Attraverso un semplice prelievo di sangue, si può eseguire l’analisi dell’intolleranza verso 90 alimenti suddivisi in 12 gruppi e offre un report personalizzato che consente di orientare la dieta quotidiana.
L’intolleranza alimentare è un’ipersensibilità verso una particolare sostanza o un alimento che provoca una reazione mediata da anticorpi IgG.
Le intolleranze sono spesso causa di una serie di disturbi che hanno origine dall’incapacità dell’organismo di tollerare alcuni alimenti. Diversamente dalle allergie (la cui risposta è IgE-mediata) i sintomi dipendono dalla quantità e dalla frequenza con cui si assume l’alimento non tollerato.
Mentre nelle allergie alimentari il rilascio di anticorpi IgE avviene in breve tempo (da 10 minuti a 2 ore dopo l’assunzione dell’alimento), nelle intolleranze alimentari si assiste ad una reazione immunologica lenta (da 1 a 36 ore dopo l’assunzione dell’alimento), che provoca una sintomatologia generale sfumata che può comprendere stanchezza, cefalea, gonfiori addominali post-prandiali, orticaria ecc,… Spesso si tratta di effetti di difficile riconoscibilità e che incidono notevolmente sulla qualità della vita.
Riconoscere i cibi non tollerati offre la possibilità di avviare una dieta personalizzata che permette di eliminare i disturbi ed evita lo sviluppo di nuove intolleranze. Inoltre, l’eliminazione dell’alimento risultato positivo al test dalle proprie abitudini alimentari consente un netto miglioramento delle proprie condizioni di salute.